Lecce, Decaro al 25 Aprile: cittadini difesa della democrazia
27/04/2026
Il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro è intervenuto a Lecce, in piazza dei Partigiani, durante le celebrazioni per il 25 Aprile, richiamando il valore della Liberazione come origine della Repubblica, della Costituzione e della democrazia italiana. Nel suo discorso ha indicato i cittadini come “anticorpi della democrazia” contro fascismi, nazionalismi e tentativi di indebolire le libertà conquistate con la Resistenza.
Il ricordo della Resistenza e il valore della libertà
Decaro ha aperto il suo intervento ricordando il sacrificio di donne e uomini che, più di ottant’anni fa, scelsero di combattere contro la dittatura nazifascista, pagando spesso con la vita la riconquista della libertà. Una libertà che, ha sottolineato, consente oggi agli italiani di riunirsi pubblicamente, commemorare quella stagione e riconoscersi dentro una storia comune.
Il presidente ha respinto ogni lettura di parte della ricorrenza, definendo il 25 Aprile la festa degli italiani liberi. Nel richiamo alla Resistenza ha citato Nilde Iotti, ricordando l’unità straordinaria che unì ufficiali, operai, studenti, intellettuali, insegnanti, contadini, militari e cittadini comuni in una lotta rivolta alla costruzione di un’Italia diversa da quella fascista. Anche molti pugliesi, ha ricordato Decaro, parteciparono a quel movimento, raggiungendo i fronti del Nord o contribuendo alla difesa del territorio.
Dalla Liberazione alla Costituzione repubblicana
Nel passaggio centrale del discorso, Decaro ha collegato il 25 Aprile alla nascita della Repubblica e della Costituzione. Secondo il presidente, la Resistenza non fu soltanto reazione all’occupazione e alla violenza, ma l’avvio di un pensiero collettivo fondato su uguaglianza, ripudio della guerra, libertà religiosa e politica, diritto di voto e sovranità popolare.
Da quella stagione, ha affermato, è nata la democrazia italiana, che oggi impone una responsabilità precisa: difendere le sue fondamenta da ogni tentativo di delegittimazione. Decaro ha richiamato la lezione della storia, invitando a riconoscere i segnali di crisi che possono alimentare ideologie autoritarie, soprattutto quando guerre, povertà, isolamento sociale e fratture civili indeboliscono le comunità.
Il richiamo ad Arendt e l’impegno contro i neofascismi
Il presidente ha citato le riflessioni di Hannah Arendt sui totalitarismi, ricordando il rischio di una società in cui si perda la capacità di distinguere realtà e finzione, vero e falso, giusto e sbagliato. Quelle parole, nel discorso pronunciato a Lecce, diventano un invito a rafforzare legalità, fiducia, partecipazione democratica e legami sociali.
Decaro ha quindi indicato la Costituzione come bussola delle azioni quotidiane e come strumento per contrastare rigurgiti neofascisti, revisionismi nostalgici e derive nazionaliste. Essere eredi della Resistenza, ha spiegato, significa costruire una Puglia fondata sull’uguaglianza, sul lavoro, sulla pace e sul rifiuto di ogni forma di violenza e sopraffazione. Il 25 Aprile, nelle sue parole, resta una memoria viva soltanto se diventa scelta civile, responsabilità pubblica e difesa concreta dell’Italia libera, antifascista e democratica.
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