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Liste d’attesa sanità, 164.930 pazienti richiamati

11/05/2026

Liste d’attesa sanità, 164.930 pazienti richiamati

Il piano sperimentale per il recupero delle liste d’attesa in sanità ha raggiunto 164.930 persone contattate alla tredicesima settimana di monitoraggio, superando di circa 40 mila recall il target previsto. I richiami effettuati nell’ambito dei piani aziendali riguardano 150.461 visite ed esami specialistici e 14.469 ricoveri ospedalieri, con 87.808 prestazioni complessivamente anticipate. Il dato fotografa una fase di forte accelerazione del programma, avviato per ridurre i tempi di accesso alle cure e verificare, azienda per azienda, la capacità di recupero delle prestazioni già prenotate.

Prestazioni anticipate e tempi ridotti per urgenze e visite

Secondo il monitoraggio, le prestazioni di specialistica ambulatoriale anticipate ed erogate sono state 75.074. Per le prestazioni U-urgenti recuperate ed effettuate, pari a 2.469, l’anticipo medio ottenuto è stato di 143 giorni; per le prestazioni B-brevi, che ammontano a 40.048, la riduzione media è stata di 129 giorni. Le prestazioni D-differibili, pari a 17.508, hanno registrato un anticipo medio di 77 giorni, mentre per le P-programmabili, 11.136 in totale, l’anticipo medio è stato di 83 giorni.

Nel piano sono rientrate anche 3.913 prestazioni senza codice di priorità, erogate per stadiazione e follow up di malattie neoplastiche oppure per il completamento di percorsi diagnostico-terapeutici legati a patologie croniche. Le prestazioni prescritte nel 2026 in corso di recupero rappresentano circa il 45% degli esami e delle visite erogate, pari a 33.453 casi, con attenzione prioritaria ai codici U e B, che costituiscono il 62% del totale delle prestazioni già effettuate.

Tra le prenotazioni del 2026 anticipate, circa il 21% riguarda la diagnostica per immagini, tra radiografie, ecografie, TC e risonanze magnetiche, mentre il 37% è composto da prime visite specialistiche. I rifiuti complessivi sono 44.165, dei quali 38.691 riferiti alla specialistica: tra quelli con motivazione nota, il 62% conferma l’appuntamento già esistente, il 25% dichiara di aver già eseguito la prestazione e il 12% segnala che l’esame o la visita non è più necessaria.

I risultati nelle aziende sanitarie e nei policlinici

Il monitoraggio aziendale mostra risultati diversi nei territori. In Asl Bari il tasso di anticipazione è al 63%, dato accompagnato da un 30% di rifiuti dovuti alla conferma della data già assegnata, elemento che apre verifiche sull’appropriatezza delle classi di priorità. In Asl Bat sono state richiamate 37.581 persone e anticipate 23.849 prestazioni, con il 96% delle prestazioni ambulatoriali già erogate rispetto a quelle anticipate.

L’Asl Brindisi registra un tasso di anticipazione dell’84%, con 24.151 prestazioni anticipate su 28.827 richiami. In Asl Lecce, per visite ed esami, su 22.338 contatti sono 10.363 i pazienti che hanno accettato l’anticipo, pari al 46%; sul fronte dei ricoveri sono stati richiamati 5.555 pazienti su 9.196. L’Asl Taranto raggiunge un tasso di anticipazione del 70,4%, con 6.641 anticipazioni per la specialistica ambulatoriale e 471 interventi pianificati per i ricoveri.

Al Policlinico di Bari i recall per visite ed esami sono stati 14.596, oltre il target di 14 mila, con 8.727 prestazioni anticipate e 12.070 prestazioni erogate. Il Policlinico Riuniti di Foggia conta 14.116 prestazioni richiamate, 6.961 anticipate e 5.659 già erogate. All’IRCCS “De Bellis” di Castellana il tasso di anticipazione per la specialistica è del 31%, mentre per l’endoscopia digestiva con priorità U e B sono state eseguite 88 prestazioni, pari al 100% del previsto. L’IRCCS Oncologico “Giovanni Paolo II” di Bari ha concentrato il piano sui ricoveri chirurgici, con 736 interventi eseguiti e il 67,5% del target raggiunto.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.