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Liste d’attesa, anticipate quasi 100mila prestazioni

25/05/2026

Liste d’attesa, anticipate quasi 100mila prestazioni

Sono 183.983 le persone contattate al termine della quindicesima settimana di monitoraggio dei piani sperimentali per il recupero delle liste d’attesa, con 168.410 chiamate relative a visite ed esami e 15.573 riguardanti ricoveri ospedalieri. Il lavoro avviato sulle prenotazioni oltre soglia ha consentito finora di anticipare complessivamente 99.362 prestazioni, confermando un’attività estesa su più ambiti della specialistica e su diverse classi di priorità, con una quota crescente di appuntamenti riferiti al 2026.

Prestazioni anticipate, il 47% riguarda prenotazioni del 2026

Nel dettaglio, le prestazioni di specialistica ambulatoriale anticipate ed effettivamente erogate sono 85.741. Di queste, 40.511, pari a circa il 47%, riguardano prenotazioni prescritte nel 2026. Il dato mostra come il piano non stia agendo soltanto sulle code più datate, ma anche sulle richieste più recenti, con l’obiettivo di evitare che nuovi appuntamenti finiscano per accumulare ritardi difficili da recuperare.

Per le prenotazioni del 2026, il 60% dell’attività ha riguardato i codici di priorità U-Urgente e B-Breve, ma sono state anticipate anche prestazioni con codici D-Differibile e P-Programmabile. Quanto alla tipologia degli esami e delle visite, circa il 21% riguarda la diagnostica per immagini, tra radiografie, ecografie, TC e risonanze magnetiche, mentre il 37% è rappresentato da prime visite specialistiche.

I rifiuti registrati sono 47.912, di cui 42.089 riferiti alle prestazioni specialistiche. La maggior parte, il 63%, è legata alla scelta del cittadino di confermare l’appuntamento già fissato; il 24% riguarda persone che dichiarano di aver già eseguito la prestazione, mentre il 12% segnala che l’esame o la visita non sono più necessari.

Anticipi medi fino a 144 giorni per le urgenze

Dall’avvio dei piani sperimentali, le prestazioni urgenti recuperate ed effettuate sono 2.756, con un anticipo medio di 144 giorni. Per le prestazioni B-Brevi, pari a 44.729, l’anticipo medio è stato di 130 giorni; per le D-Differibili, arrivate a 21.020, il recupero medio si attesta a 83 giorni, mentre per le P-Programmabili, pari a 12.726, l’anticipo è stato di 86 giorni.

Sono state recuperate anche 4.510 prestazioni prive di codice di priorità, ma legate a percorsi particolarmente sensibili, come la stadiazione e il follow up di malattie neoplastiche o il completamento di iter diagnostico-terapeutici per patologie croniche. Tra le branche specialistiche, le anticipazioni medie più consistenti si registrano in urologia, neuropsichiatria infantile, malattie endocrine, oculistica e diagnostica per immagini.

Il monitoraggio regionale evidenzia inoltre che il 49,7% delle prestazioni erogate nei piani sperimentali ha riguardato attività considerate critiche per i tempi di attesa, il 25,8% prestazioni a criticità media e la parte restante prestazioni a criticità bassa. Il quadro restituisce un intervento ancora in corso, nel quale l’efficacia dipende dalla capacità di mantenere contatti, disponibilità di slot e appropriatezza delle priorità assegnate.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.