Caldo in Puglia, stop al lavoro nelle ore più rischiose
03/06/2026
Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha firmato un’ordinanza contingibile e urgente per tutelare i lavoratori esposti a temperature elevate, radiazione solare e condizioni climatiche estreme. Il provvedimento introduce limiti allo svolgimento delle attività all’aperto e negli ambienti privi di adeguata ventilazione o raffrescamento, con divieto di lavoro dalle 12.30 alle 16 nei giorni in cui le mappe Worklimate segnalano un livello di rischio alto per chi è esposto al sole e svolge attività fisica intensa.
Divieto nelle ore centrali fino al 15 settembre
L’ordinanza ha efficacia immediata e resterà valida fino al 15 settembre 2026. La Regione ha scelto di anticipare l’adozione del provvedimento e di prolungarne la durata fino alla fine dell’estate, alla luce dell’aumento degli eventi climatici estremi e delle temperature torride che possono mettere a rischio la salute di chi lavora in condizioni di esposizione prolungata.
Il divieto si applica nei giorni in cui la mappa del portale Worklimate, riferita a “lavoratori esposti al sole – attività fisica intensa” nella fascia delle ore 12, indica rischio alto. Il monitoraggio dovrà essere effettuato quotidianamente prima dell’avvio delle attività lavorative, consultando il sito ufficiale www.worklimate.it.
Agricoltura, cantieri, cave e riders tra i settori coinvolti
Le disposizioni riguardano in particolare il settore agricolo e forestale, il florovivaismo, le serre e i tunnel agricoli, le cave, i cantieri edili e stradali. Il provvedimento comprende anche le attività di logistica urbana e consegna svolte all’aperto con biciclette, ciclomotori o altri mezzi di mobilità individuale, come nel caso dei riders.
Rientrano nell’ambito dell’ordinanza anche altre attività svolte all’aperto che comportano esposizione prolungata al sole e significativo impegno fisico. Sono considerati ambienti termici severi quelli in cui temperatura, umidità, ventilazione o irraggiamento solare possono determinare un rischio rilevante per la salute e la sicurezza dei lavoratori.
Obblighi per i datori di lavoro e tutele per i più fragili
Il datore di lavoro, o un suo delegato, dovrà rimodulare gli orari privilegiando le fasce meno esposte al rischio termico, garantire pause in aree ombreggiate o raffrescate, assicurare acqua potabile fresca e ridurre, ove possibile, l’impegno fisico richiesto. Sono previsti anche sistemi di rotazione del personale, dispositivi e indumenti adeguati, informazione sui sintomi del colpo di calore e procedure di emergenza, anche con materiali multilingue.
Particolare attenzione dovrà essere riservata ai lavoratori più vulnerabili, individuati anche attraverso il medico competente: persone in età avanzata, donne in gravidanza, soggetti con patologie croniche, lavoratori che assumono farmaci capaci di aumentare la sensibilità allo stress termico o persone in condizioni di fragilità sociale, linguistica o abitativa. In questi casi potranno essere previste limitazioni temporanee, cambio di mansioni, riduzione dell’esposizione o esclusione dalle attività più rischiose.
La violazione delle disposizioni comporta l’applicazione delle sanzioni previste dall’articolo 650 del codice penale, salvo che il fatto costituisca reato più grave. Per Decaro, il provvedimento punta a proteggere la salute delle persone e a favorire modelli organizzativi compatibili con il lavoro, la prevenzione e l’adattamento ai cambiamenti climatici.
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