Puglia, nuove regole sugli affitti brevi turistici
21/05/2026
La Giunta regionale pugliese ha approvato il disegno di legge che introduce la possibilità, per i Comuni ad alta densità turistica e per i capoluoghi, di fissare limiti alle nuove locazioni turistiche e ai nuovi affitti brevi. Il testo, intitolato “Disposizioni in materia di locazioni turistiche”, modifica la legge regionale 49 del 2017 e punta a fornire agli enti locali uno strumento regolatorio per governare la crescita degli alloggi destinati ai soggiorni temporanei, tutelando il patrimonio culturale, la residenzialità e l’equilibrio sociale dei centri maggiormente interessati dai flussi turistici.
Uno strumento per i Comuni ad alta pressione turistica
La Regione Puglia intende intervenire su un fenomeno che ha assunto dimensioni rilevanti in molte località del territorio. Accanto alle strutture ricettive tradizionali, alberghiere ed extralberghiere, si è consolidata la formula delle locazioni turistiche di immobili residenziali, alimentata anche dalle piattaforme digitali che facilitano prenotazioni, pagamenti e incontro tra domanda e offerta.
Secondo i dati richiamati dalla Regione, nella banca dati regionale risultano attualmente 44.883 immobili attivi destinati alla locazione turistica. Nel 2025 questo comparto ha rappresentato il 18,7% degli arrivi e il 17,1% delle presenze sul totale dei flussi turistici, con una crescita del 27,7% negli arrivi e del 24,8% nelle presenze rispetto al 2024.
La crescita degli affitti brevi ha contribuito alla vitalità economica di numerosi territori pugliesi, ma ha inciso anche sulla disponibilità di case per la locazione a lungo termine e sulla permanenza dei residenti nei centri più attrattivi. Per questo il disegno di legge consente ai Comuni, attraverso regolamenti locali, di individuare zone o aree omogenee e stabilire criteri, limiti puntuali e anche tetti numerici alle nuove attività di locazione turistica.
Regime transitorio e attività già avviate tutelate
Il testo prevede che i Comuni, nell’adottare i propri regolamenti, debbano introdurre un regime transitorio tenendo conto delle unità immobiliari già utilizzate in modo conforme alla normativa vigente. La Regione precisa quindi che l’intervento non nasce con una logica punitiva e non mira a frenare il turismo, ma a mettere a disposizione degli enti locali strumenti utili per gestire gli effetti dell’overtourism.
Il presidente della Regione ha ricordato che il turismo resta una leva di crescita per la Puglia e che il sistema della ricettività continuerà a essere sostenuto. Il punto, secondo l’amministrazione, è evitare che nei centri più richiesti la trasformazione degli alloggi in locazioni turistiche produca l’uscita progressiva dei residenti, impoverendo quella dimensione comunitaria che rappresenta una parte rilevante dell’esperienza offerta dal territorio.
La proposta viene letta anche come uno strumento di riequilibrio territoriale, perché eventuali limiti nei centri già saturi potrebbero favorire nuove aperture in aree con margini di sviluppo turistico e sociale, come i Comuni interni. Il disegno di legge si articola in nove articoli: disciplina finalità e ambito di applicazione, regola le locazioni turistiche imprenditoriali e non imprenditoriali, aggiorna le disposizioni su comunicazioni, segnalazioni e codice identificativo, e si chiude con una clausola di assenza di nuovi oneri finanziari.
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