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Puglia, liste d’attesa: rifiuti al 19% nei piani di recupero

19/05/2026

Puglia, liste d’attesa: rifiuti al 19% nei piani di recupero

I piani sperimentali di recupero delle liste d’attesa in Puglia raggiungono la quattordicesima settimana di monitoraggio con 174.837 persone contattate e 93.415 prestazioni anticipate. Il dato riguarda le prestazioni prenotate oltre la soglia prevista dal codice di priorità: 159.812 contatti sono riferiti a visite ed esami, mentre 15.025 riguardano ricoveri ospedalieri. Nel monitoraggio emerge anche un calo dei rifiuti, scesi dal 29% registrato nelle prime settimane al 19% dell’ultima rilevazione.

Prestazioni anticipate e rifiuti in diminuzione

Nel complesso, i rifiuti registrati sono 46.094, di cui 40.443 riferiti alle prestazioni specialistiche. La motivazione più frequente resta la scelta degli utenti di confermare l’appuntamento già fissato prima della chiamata di richiamo, preferendo quindi mantenere la data originaria invece di accettare l’anticipo proposto.

Il calo progressivo dei rifiuti viene considerato un segnale rilevante per la tenuta del sistema di recall. Nelle ultime cinque settimane la percentuale si è attestata al 19,5%, mentre la quattordicesima settimana ha segnato il valore più basso, pari al 19%. Anche la quota delle persone irreperibili si è stabilizzata intorno al 10% dei contatti, fornendo un quadro più ordinato sull’efficacia delle attività di recupero.

Le prestazioni di specialistica ambulatoriale anticipate ed erogate sono arrivate a 80.262. Il ritmo settimanale di erogazione è rimasto costante durante l’intero periodo di monitoraggio e, nelle ultime rilevazioni, il numero delle prestazioni effettivamente eseguite coincide ormai con quello delle prestazioni anticipate, mostrando una maggiore capacità di trasformare il recupero in appuntamenti realmente effettuati.

Codici di priorità e controlli sull’appropriatezza

Per le prestazioni con codice U-Urgente recuperate ed effettuate, pari a 2.620, l’anticipo medio ottenuto è stato di 159 giorni. Per le prestazioni B-Breve, che sono 42.314, l’anticipo medio è stato di 135 giorni; per le D-Differibili, pari a 19.193, di 80 giorni; per le P-Programmabili, pari a 11.955, di 88 giorni.

Il recupero ha riguardato anche 4.180 prestazioni senza codice di priorità, legate alla stadiazione e al follow up di malattie neoplastiche oppure al completamento di percorsi diagnostico-terapeutici per patologie croniche. Le prestazioni prescritte nel 2026 rappresentano circa il 46% degli esami e delle visite erogate, con 36.935 appuntamenti anticipati.

L’attività si concentra soprattutto sui codici U e B, che rappresentano il 61% del totale delle prestazioni erogate, ma coinvolge anche i codici D e P. Tra le prenotazioni del 2026 anticipate, circa il 42% riguarda la diagnostica per immagini, tra radiografie, ecografie, Tac e risonanze magnetiche, mentre il 37% riguarda prime visite specialistiche.

Proseguono infine le verifiche sull’appropriatezza prescrittiva. Le prestazioni urgenti prive delle indicazioni cliniche previste dal documento di indirizzo Agenas mostrano un miglioramento: ad aprile la quota è scesa al 24%, rispetto al 33% registrato nei mesi precedenti. Il dato segnala una maggiore attenzione nella classificazione delle urgenze e nel corretto utilizzo dei codici di priorità.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.