Puglia, 35 milioni per il Buono Servizio Minori
27/05/2026
La Giunta regionale della Puglia ha approvato il finanziamento dell’annualità operativa 2026/2027 del Buono Servizio Minori, destinando alla misura 35 milioni di euro a valere sul POC Puglia 2021-2027. Il provvedimento punta a sostenere le famiglie nell’accesso ai servizi educativi e socio-assistenziali accreditati rivolti a bambini e adolescenti, con l’obiettivo di ridurre i costi a carico dei nuclei familiari e garantire continuità a uno strumento che negli anni ha assunto un ruolo rilevante nelle politiche di welfare regionale.
Servizi educativi accessibili dal primo settembre
La misura sarà attiva dal 1° settembre 2026 e consentirà alle famiglie pugliesi di utilizzare il contributo per accedere a una serie di servizi dedicati all’infanzia e all’adolescenza. Tra le strutture interessate rientrano centri socio educativi diurni per minori, centri aperti polivalenti, ludoteche e servizi per il tempo libero, purché accreditati secondo le regole previste dal sistema regionale.
Il finanziamento approvato assicura continuità rispetto alla precedente annualità e permette di avviare rapidamente le procedure di accesso per le famiglie. La Regione punta così a evitare interruzioni nell’erogazione del sostegno, garantendo ai territori uno strumento stabile per accompagnare bambini, ragazzi e genitori durante l’anno educativo.
Le risorse saranno distribuite tra Ambiti Territoriali Sociali e Consorzi tenendo conto dell’utilizzo effettivo dei Buoni Servizio nella precedente annualità e della capacità di offerta delle strutture accreditate presenti nei diversi territori. Questo criterio mira a rendere la ripartizione più aderente ai bisogni delle comunità locali, considerando sia la domanda delle famiglie sia la rete dei servizi già attiva.
Casili: sostegno alle famiglie e alla qualità della vita
L’assessore regionale al Welfare e allo Sport, Cristian Casili, ha collegato il Buono Servizio Minori a una visione più ampia delle politiche sociali, fondata su diritti, educazione e qualità della vita. Secondo l’assessore, garantire l’accesso ai servizi educativi significa permettere alle famiglie di non dover scegliere tra lavoro, cura e futuro dei figli.
Casili ha evidenziato anche il valore della misura per l’autonomia familiare, con particolare riferimento alle donne, che spesso continuano a sostenere gran parte del lavoro di cura. Rafforzare la rete dei servizi educativi, ha spiegato, significa aiutare i nuclei familiari a non sentirsi soli e riconoscere il valore sociale del tempo dedicato alla crescita, alla relazione e all’accompagnamento dei minori.
L’intervento si inserisce nella strategia regionale che considera i servizi educativi come una leva di cittadinanza e partecipazione, oltre che come risposta sociale ai bisogni quotidiani. Il finanziamento da 35 milioni di euro rafforza quindi un sistema pensato per sostenere i percorsi di crescita dei più giovani, favorire maggiore equilibrio tra responsabilità familiari e lavoro e contribuire alla coesione dei territori pugliesi.
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