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Liste d’attesa, 156mila pazienti richiamati in tre mesi

04/05/2026

Liste d’attesa, 156mila pazienti richiamati in tre mesi

A tre mesi dall’avvio dei piani sperimentali per il recupero delle liste d’attesa, sono 156.370 le persone contattate attraverso l’attività di recall, con un risultato superiore di circa 32mila unità rispetto al target fissato per la fine di giugno.

Oltre 82mila prestazioni anticipate tra visite, esami e ricoveri

Il bilancio dei primi tre mesi mostra un volume consistente di attività. I recall effettuati sono stati 142.180 per visite ed esami specialistici e 14.190 per ricoveri ospedalieri. Nel complesso, le prestazioni anticipate sono state 82.408, dato che conferma l’impatto operativo del piano sulle agende sanitarie e sui tempi di accesso alle cure.

Le prestazioni di specialistica ambulatoriale anticipate ed effettivamente erogate sono state 69.780. Per le urgenze con codice U, pari a 2.347 casi recuperati, l’anticipo medio è stato di 141 giorni; per le prestazioni brevi con codice B, che rappresentano 37.442 casi, l’anticipo medio ha raggiunto i 128 giorni. Le prestazioni differibili con codice D, pari a 15.811, sono state anticipate mediamente di 76 giorni, mentre quelle programmabili con codice P, 10.571 in totale, hanno registrato un anticipo medio di 83 giorni.

Nel piano sono rientrate anche 3.609 prestazioni senza codice di priorità, legate alla stadiazione e al follow up di malattie neoplastiche oppure al completamento di percorsi diagnostico-terapeutici per patologie croniche. Una parte rilevante del lavoro, quindi, ha riguardato anche situazioni cliniche che richiedono continuità assistenziale e tempi coerenti con il percorso di cura.

Rifiuti e motivazioni: molti confermano l’appuntamento già fissato

I rifiuti complessivi registrati sono stati 42.372, di cui 36.993 riferiti alle prestazioni specialistiche. Quando la motivazione è nota, il 62% dei casi, pari a 18.698 persone, riguarda utenti che hanno scelto di mantenere l’appuntamento già fissato. Il 25%, corrispondente a 7.543 casi, ha rifiutato perché aveva già eseguito la prestazione, mentre il 12%, pari a 3.501 persone, ha dichiarato che la prestazione non era più necessaria.

Le Aziende sanitarie hanno avviato anche l’anticipo delle prestazioni prescritte nel 2026, che ormai rappresentano circa il 43% degli esami e delle visite erogate, per un totale di 29.936 prestazioni. L’attività riguarda in via prioritaria i codici U e B, pari al 62% del totale delle prestazioni erogate, ma comprende anche codici D e P. Circa il 21% delle prenotazioni 2026 anticipate riguarda la diagnostica per immagini, tra radiografie, ecografie, Tac e risonanze magnetiche, mentre il 37% è riferito a prime visite specialistiche.

Prescrizioni urgenti, un terzo fuori dagli indirizzi Agenas

Prosegue intanto il monitoraggio delle prescrizioni, con l’obiettivo di raccogliere dati utili a migliorare l’appropriatezza dei percorsi. Su 2.347 prestazioni con codice U presenti nel dataset, 768, pari al 32,7%, riguardano tipologie per le quali gli indirizzi Agenas sull’appropriatezza prescrittiva non prevedono indicazioni cliniche specifiche per l’urgenza.

Tra le prestazioni più frequenti in questa casistica figurano la prima visita cardiologica, con 137 casi, la visita neurologica, con 78, e la tomografia computerizzata del torace, con 72. Il dato apre una riflessione sulla qualità delle prescrizioni urgenti e sulla necessità di allineare maggiormente le richieste cliniche agli indirizzi nazionali, così da rendere più efficace il recupero delle liste d’attesa e indirizzare le risorse verso i bisogni sanitari realmente prioritari.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.