Puglia, formazione per operatori socio-sanitari: al centro la dimensione transculturale
26/03/2026
Un percorso strutturato per rafforzare le competenze interculturali nei servizi socio-sanitari prende avvio in Puglia con il progetto Prevenzione 5.0, finanziato nell’ambito del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2021-2027. Le attività formative, iniziate a Foggia, coinvolgono operatori impegnati quotidianamente nella gestione di un sistema sanitario sempre più chiamato a confrontarsi con la complessità delle differenze culturali.
Formazione per un sistema sanitario più inclusivo
Il programma, della durata complessiva di 85 ore, è stato progettato per migliorare la qualità dell’assistenza attraverso una maggiore attenzione alla dimensione transculturale. L’obiettivo è ridurre le barriere linguistiche e culturali che possono limitare l’accesso alle cure, contribuendo al tempo stesso a contrastare le disuguaglianze di salute.
Il progetto coinvolge un’ampia rete di soggetti istituzionali e sanitari, tra cui aziende ospedaliere, enti di ricerca e organizzazioni impegnate nella cooperazione internazionale, in un’ottica di collaborazione multidisciplinare.
Contenuti e articolazione del percorso
La formazione si sviluppa attraverso seminari, moduli tematici e momenti di supervisione clinica. Tra i temi affrontati figurano il diritto di accesso alla salute, la psichiatria culturale, la salute delle donne migranti e le problematiche legate all’età evolutiva nei contesti migratori. Un’attenzione specifica è riservata anche alla comunicazione clinica e all’introduzione dell’approccio etnopsichiatrico nella pratica quotidiana.
Il percorso prevede inoltre il coinvolgimento diretto dei mediatori interculturali, con moduli dedicati alla loro formazione e integrazione nelle équipe multidisciplinari, rafforzando così il ruolo di queste figure nel sistema sanitario territoriale.
Una rete territoriale per la presa in carico
Le attività coinvolgono i distretti socio-sanitari, i dipartimenti di salute mentale, i consultori e le strutture dedicate all’infanzia, oltre ai referenti dei centri di accoglienza e delle realtà attive sul territorio. L’intento è favorire il coordinamento tra servizi e costruire modelli di intervento capaci di rispondere in modo più efficace ai bisogni dei cittadini stranieri.
Il progetto punta anche a valorizzare le opportunità occupazionali legate alla mediazione interculturale, prevedendo l’inserimento di nuovi professionisti nelle strutture sanitarie regionali. Un passaggio che contribuisce a consolidare un sistema più aperto, capace di interpretare le trasformazioni sociali e di garantire risposte adeguate in contesti sempre più articolati.
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