Confcommercio Bari-Bat, pianificazione costiera, il SIB: serve una cornice nazionale chiara
23/02/2026
Una disciplina nazionale definita e condivisa sulla pianificazione costiera viene indicata dal Sindacato Italiano Balneari come passaggio non più rinviabile per garantire stabilità al comparto. A ribadirlo è stato il presidente Antonio Capacchione al termine dell’assemblea svoltasi nella sede di Confcommercio, alla presenza del presidente di Confcommercio Bari-Bat, Vito D’Ingeo.
Il tema, che intreccia profili normativi, ambientali ed economici, riguarda la gestione delle concessioni demaniali marittime e l’assetto complessivo dell’uso del litorale. Secondo il SIB, l’assenza di indicazioni uniformi a livello statale rischia di produrre interventi disomogenei, con effetti diretti su imprese e territori.
Il caso pugliese e il nodo delle competenze
In Puglia, su 69 Comuni costieri, soltanto Ginosa e Castellaneta hanno intrapreso un percorso autonomo nella pianificazione. Una scelta che, viene evidenziato, ha generato contenziosi e prospettato una possibile paralisi del settore, rendendo necessarie proroghe e ulteriori interventi amministrativi. Per il SIB, questa dinamica confermerebbe l’orientamento prudente adottato dalla maggior parte delle amministrazioni locali, in attesa di linee guida nazionali chiare e inequivocabili.
Il quadro regionale, viene ricordato, poggia su una normativa risalente a circa vent’anni fa e su un Piano Regionale delle Coste datato quindici anni. Nel frattempo sono intervenute modifiche sia a livello europeo sia nazionale, mentre la conformazione geomorfologica del litorale pugliese ha subito trasformazioni significative, anche a causa dell’erosione costiera.
In questo contesto, Capacchione sottolinea la necessità di una programmazione strutturata degli interventi di mitigazione e contrasto, quale presupposto per garantire sicurezza e sostenibilità.
Concessioni demaniali, tra riforma e rischio contenzioso
Il sindacato richiama l’esigenza di avviare un processo organico di pianificazione dell’uso della costa, orientato alla sostenibilità ambientale e sociale, prima di procedere a un ordinato rilascio o rinnovo delle concessioni. L’assenza di strumenti aggiornati di tutela e salvaguardia del litorale, viene osservato, alimenta incertezza per le imprese balneari, frenando investimenti e prospettive di sviluppo.
Nel dibattito si inserisce anche la questione delle gare per la riassegnazione delle concessioni attualmente in essere. Secondo il SIB, l’avvio di procedure in assenza di una cornice normativa stabile potrebbe incrementare il contenzioso, favorire operazioni speculative e determinare una concentrazione del demanio in capo a grandi gruppi economici, con ripercussioni su un tessuto imprenditoriale composto in larga parte da realtà radicate nei territori.
D’Ingeo ha richiamato la necessità di un intervento legislativo tempestivo, capace di evitare una gestione frammentata delle funzioni amministrative e di bilanciare le esigenze concorrenziali con motivi imperativi di interesse generale, tutela del lavoro e salvaguardia di un modello turistico che, nel tempo, ha rappresentato un elemento distintivo dell’offerta italiana.
Il confronto resta aperto tra livello nazionale e regionale, con l’auspicio espresso dalle associazioni di categoria che si giunga a una riforma organica in grado di offrire certezze giuridiche e una visione coerente di lungo periodo per le coste italiane.
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