, la Regione chiede lo stato di emergenza nazionale
07/04/2026
Le conseguenze del violento peggioramento meteorologico che ha investito la Puglia tra la fine di marzo e i primi giorni di aprile hanno spinto la Giunta regionale ad attivare le procedure per il riconoscimento dello stato di emergenza di rilievo nazionale. La richiesta, indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, si accompagna alla necessità di ottenere risorse straordinarie per affrontare un quadro di danni diffusi e complessi, che ha inciso in maniera significativa su infrastrutture, attività produttive e territori.
Un evento meteorologico di forte impatto sul territorio
Le precipitazioni persistenti, accompagnate da raffiche di vento di intensità elevata, hanno prodotto effetti estesi su gran parte della regione. I fenomeni registrati comprendono crolli strutturali, caduta di alberi, allagamenti sia nei centri urbani sia nelle aree rurali, oltre a esondazioni di corsi d’acqua e cedimenti arginali. In diversi contesti si sono verificati smottamenti e frane, con conseguente compromissione della rete viaria e isolamento di alcuni centri abitati.
Particolarmente rilevante è stata la pressione esercitata sugli invasi, tra cui Occhito, San Giuliano e Capaccio, che hanno raggiunto livelli prossimi allo sfioro. La gestione delle dighe ha richiesto l’attivazione di procedure di preallerta e allerta per il rischio idraulico nelle aree a valle, secondo quanto previsto dai piani di emergenza, con interventi calibrati per contenere i deflussi e ridurre i rischi per la popolazione.
Danni diffusi e prime misure per la ripresa
L’impatto economico degli eventi si riflette su più fronti: dal comparto agricolo e zootecnico, colpito in maniera significativa, fino al patrimonio edilizio pubblico e privato, ai beni mobili e alle attività produttive. Le interruzioni della viabilità stradale e ferroviaria, insieme ai disservizi nella fornitura elettrica, hanno ulteriormente aggravato una situazione già critica.
La Regione ha avviato una prima ricognizione dei danni, destinata a definire con precisione il fabbisogno economico necessario per gli interventi di ripristino e per le operazioni già sostenute nella fase emergenziale. Parallelamente, sono in corso le valutazioni per il riconoscimento dello stato di calamità naturale, con particolare attenzione al settore agricolo.
Il presidente Antonio Decaro ha evidenziato come l’intensità degli eventi registrati imponga una riflessione più ampia sulla sicurezza del territorio, sottolineando la necessità di interventi strutturali capaci di affrontare fenomeni climatici sempre più estremi. Nelle prossime ore, il Genio civile sarà impegnato nelle aree maggiormente colpite, in particolare in Capitanata e nel Subappennino Dauno, con operazioni mirate al ripristino della viabilità e al superamento delle condizioni di isolamento.
Nel corso dell’emergenza, il sistema regionale di Protezione civile ha operato in stretto coordinamento con il Dipartimento nazionale, le Prefetture, i Vigili del fuoco e gli enti locali, garantendo un monitoraggio costante e interventi tempestivi. La Sala Operativa Integrata Regionale ha gestito le criticità, mentre il volontariato ha fornito supporto diretto alle comunità coinvolte. Un contributo rilevante è arrivato anche dal Numero Unico di Emergenza 112, chiamato a fronteggiare un aumento significativo delle richieste di assistenza.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.