Ipertensione resistente, ad Altamura eseguita la prima denervazione renale: una nuova frontiera terapeutica
30/03/2026
Quando i farmaci non riescono a controllare la pressione arteriosa, la medicina interventistica apre nuove possibilità. All’Ospedale “Fabio Perinei” di Altamura è stata eseguita con successo la prima denervazione renale, una procedura mini-invasiva che consente di intervenire direttamente sui meccanismi che sostengono l’ipertensione arteriosa resistente.
L’intervento rappresenta un passaggio significativo nel percorso di innovazione clinica della ASL Bari ed è stato realizzato dalla Cardiologia Emodinamica guidata dal dottor Marco Basile. Si tratta di una tecnica destinata ai pazienti per i quali la terapia farmacologica, pur ottimizzata, non riesce a garantire un controllo adeguato dei valori pressori, una condizione che espone a rischi cardiovascolari elevati.
Come funziona la denervazione renale e perché può fare la differenza
La denervazione renale agisce su uno dei principali fattori che contribuiscono all’ipertensione: l’iperattività del sistema nervoso simpatico a livello dei reni. Attraverso un catetere introdotto nell’arteria femorale e guidato fino alle arterie renali, i medici utilizzano energia a radiofrequenza o ultrasuoni per “modulare” l’attività dei nervi responsabili dell’aumento della pressione.
Il risultato è una riduzione stabile dei valori pressori, con benefici che si riflettono sulla prevenzione di eventi gravi come ictus, infarto e insufficienza cardiaca. La procedura si svolge in sala angiografica, è poco invasiva e presenta un profilo di sicurezza elevato, rendendola una soluzione concreta per pazienti complessi che non rispondono alle terapie tradizionali.
Un passo avanti per la Cardiologia dell’Ospedale di Altamura
L’introduzione della denervazione renale conferma la crescita della Cardiologia del presidio di Altamura, sempre più orientata non solo alla gestione delle patologie coronariche, ma anche allo sviluppo dell’interventistica periferica e strutturale. Un percorso sostenuto dal direttore dell’Unità operativa, Francesco Massari, e dal direttore del Dipartimento cardiovascolare, Vincenzo Bonfantino, che hanno contribuito all’implementazione della nuova tecnica.
Secondo Basile, il risultato raggiunto testimonia la volontà della struttura di portare sul territorio tecnologie avanzate e risposte efficaci per bisogni clinici complessi. Un impegno che si inserisce in un contesto organizzativo già consolidato: il centro esegue ogni anno circa 1.000 coronarografie e oltre 300 angioplastiche coronariche, affiancando attività diagnostiche avanzate come la full physiology e interventi su vasculopatie periferiche e strutturali.
L’équipe è inoltre impegnata in procedure come le angioplastiche degli arti inferiori e delle carotidi, oltre alla chiusura percutanea dell’auricola sinistra e del forame ovale pervio, contribuendo alla prevenzione dell’ictus e al miglioramento complessivo della presa in carico dei pazienti.
L’avvio della denervazione renale segna quindi un’evoluzione concreta nell’offerta sanitaria, ampliando le opzioni terapeutiche disponibili e rafforzando il ruolo dell’ospedale di Altamura come punto di riferimento per la cardiologia interventistica nel territorio.
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