Incidente all’ex Ilva, Decaro dopo la morte di Loris Costantino: “Seconda tragedia in poche settimane”
03/03/2026
Il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro interviene con parole nette dopo l’ennesimo incidente mortale all’ex Ilva, che è costato la vita a Loris Costantino. Un lutto che riporta al centro il tema della sicurezza negli impianti siderurgici di Taranto e che riapre una ferita ancora recente: a gennaio aveva perso la vita Claudio Salamida, in circostanze ritenute analoghe.
Decaro esprime “il cordoglio più sincero” alla famiglia del lavoratore e ai colleghi, sottolineando come la sequenza ravvicinata di tragedie renda impossibile considerare l’accaduto come un fatto isolato. “Ancora una volta in poche settimane siamo costretti a commentare una tragedia”, afferma, richiamando la necessità di fare piena luce sulle cause e sulle eventuali responsabilità.
“Servono controlli immediati e un piano straordinario”
Il presidente della Regione afferma di avere fiducia nelle indagini che dovranno chiarire la dinamica dell’incidente, ma evidenzia che il problema non può essere rinviato a esiti giudiziari di lungo periodo. “Se non si interverrà nell’immediato con maggiori controlli, ogni giorno lavorare all’ex Ilva significa rischiare la propria vita”, dichiara.
La richiesta è quella di attivare un piano straordinario di controlli, manutenzione e risanamento degli impianti, con l’obiettivo di garantire condizioni di sicurezza adeguate a tutti i lavoratori. Un intervento che, nelle parole di Decaro, non può limitarsi a misure episodiche ma deve tradursi in un’azione strutturale e continuativa.
Decarbonizzazione e futuro dello stabilimento
Nel passaggio conclusivo, il presidente collega il tema della sicurezza a quello del futuro industriale del sito. In assenza di interventi “immediati e risolutivi”, anche alla luce della recente sentenza del Tribunale di Milano, l’acciaieria – sostiene – non avrebbe prospettive.
Da qui l’invito ad avviare con decisione il percorso di decarbonizzazione, considerato un passaggio necessario per conciliare produzione, tutela ambientale e salvaguardia dell’occupazione. Un equilibrio complesso, che nelle ultime settimane torna a misurarsi con il costo più alto: la vita dei lavoratori.