Centri Servizi Famiglie, la Puglia finanzia nuovi hub di innovazione sociale
11/04/2026
La Regione Puglia prova a rafforzare in modo concreto la rete dei servizi dedicati ai nuclei familiari, scegliendo di investire risorse significative in una linea di intervento che mette insieme sostegno sociale, innovazione e capacità di leggere i cambiamenti che attraversano la vita quotidiana delle persone. Con l’avviso pubblico per la manifestazione di interesse “Centro Servizi Famiglie – hub di innovazione sociale”, promosso dall’assessorato al Welfare nell’ambito del Fondo per le Politiche della Famiglia 2025, vengono infatti stanziati 2.233.600 euro destinati a consolidare e rinnovare i servizi rivolti alle famiglie su tutto il territorio regionale.
La misura si rivolge agli Ambiti Territoriali Sociali e ai Consorzi, chiamati a presentare proposte progettuali che non si limitino a confermare quanto già esiste, ma che sappiano anche ampliare funzioni, linguaggi e modalità di intervento dei Centri per la famiglia. Il punto più interessante dell’iniziativa sta proprio qui: non considerare questi servizi come semplici sportelli di supporto, ma come luoghi capaci di intercettare bisogni nuovi, rafforzare legami e costruire una risposta più articolata alle fragilità e alle trasformazioni che interessano le famiglie pugliesi.
Servizi di base rafforzati e nuovi interventi per i bisogni emergenti
L’avviso prevede una doppia direzione di lavoro. Da una parte punta al consolidamento dei servizi di base, che restano essenziali per garantire continuità, prossimità e accompagnamento ai nuclei familiari, soprattutto a quelli con minori. Dall’altra introduce con decisione una serie di azioni innovative che mostrano la volontà della Regione di affrontare temi sempre più presenti nella vita delle famiglie e spesso ancora poco strutturati dentro i servizi territoriali.
Tra gli ambiti finanziabili trovano spazio la consulenza e i percorsi di alfabetizzazione mediatica e digitale rivolti ai minori, con una particolare attenzione alla loro tutela rispetto all’esposizione a contenuti violenti o pornografici, ma anche iniziative di alfabetizzazione delle famiglie sulla prevenzione e sugli effetti dell’assunzione di sostanze psicotrope. Sono campi delicati, nei quali la rapidità dei cambiamenti sociali e tecnologici rende indispensabile una risposta pubblica capace di unire informazione, accompagnamento e prevenzione.
Accanto a questi interventi, l’avviso valorizza anche il tema dell’invecchiamento attivo, con l’idea di coinvolgere le persone anziane in attività di supporto e accompagnamento alle famiglie. È una scelta interessante perché prova a tenere insieme due piani spesso trattati separatamente: da un lato il sostegno ai nuclei familiari, dall’altro il riconoscimento del ruolo sociale degli anziani. In questo modo si rafforza una prospettiva intergenerazionale che può produrre inclusione, scambio di competenze e una presenza più viva delle comunità nei territori.
Una rete territoriale più forte per accompagnare le trasformazioni sociali
Nelle parole dell’assessore regionale al Welfare e allo Sport, Cristian Casili, emerge con chiarezza l’impostazione politica di questa misura, che guarda ai Centri per la famiglia come a veri presìdi di innovazione sociale, capaci di accompagnare le trasformazioni della società e di offrire risposte più aderenti alle esigenze quotidiane. La scelta di investire su educazione digitale, prevenzione delle dipendenze e rafforzamento delle competenze genitoriali si inserisce dentro una visione di welfare che non interviene soltanto a posteriori sulle fragilità, ma prova a prevenirle e a costruire contesti più attrezzati.
Le risorse saranno distribuite su base territoriale secondo criteri che tengono conto sia della popolazione residente sia di quella minorile, con l’obiettivo di garantire equilibrio e attenzione ai contesti nei quali la domanda sociale è più forte. I progetti avranno una durata massima di dodici mesi e dovranno dimostrare qualità, coerenza e capacità di inserirsi negli obiettivi strategici regionali. Anche questo aspetto mostra la volontà di costruire una rete non episodica, ma orientata a produrre effetti riconoscibili e misurabili.
Le manifestazioni di interesse potranno essere presentate esclusivamente tramite posta elettronica certificata dal 7 aprile al 7 maggio 2026. Ogni Ambito Territoriale o Consorzio potrà candidare una sola proposta progettuale. È un passaggio che apre una fase nuova per i servizi alle famiglie in Puglia e che prova a spostare l’attenzione da una logica puramente assistenziale a un’idea più ampia di accompagnamento sociale, fondata sulla prevenzione, sull’ascolto dei territori e sulla capacità di leggere in anticipo i bisogni delle nuove generazioni e delle comunità locali.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.